Diffondere messaggi di valore, per migliorare la qualità della vita delle nuove generazioni e orientarle verso la bellezza
La volpe Sophia è un progetto animato artistico, multidisciplinare e stra-ordinario che nasce per diffondere messaggi di valore, virtuosi, per migliorare la qualità della vita delle nuove generazioni ed educarle alla bellezza. Solo proporre modelli sani per una vita vissuta in modo armonioso ai bambini e ai ragazzi può contribuire in maniera decisiva a contrastare la via che altrimenti porterà all’autodistruzione del genere umano e all’estinzione della specie. La volpe Sophia invita in particolare a pensare e considerare l’importanza dell’armonia: se le nuove generazioni venissero educate, attraverso la produzione di arte, all’armonia, non ci sarebbero conflitti, non esisterebbero guerre, carestie. Anche Pitagora fu un sostenitore di questa teoria e fu l’inventore del primo strumento musicale accordato su una frequenza naturale, che è proprio la frequenza su vengono prodotte le canzoni de La volpe Sophia. Questo impianto armonico è ciò viene realizzato attraverso le opere de La volpe Sophia che si propongono di trasmettere pace e serenità in un mondo troppo spesso devastato dall’ignoranza.
Le guerre, i disastri ambientali, tutto il male che affligge il Pianeta Terra, nascono dall’ignoranza. Ignoranza significa mancanza di sapienza, di quella conoscenza che in greco antico si dice “Sophia”.
Tutta la sofferenza nel mondo accade quando c’è mancanza di Sophia. Forse tutti dovrebbero cercarla, e magari trovarla ... questa volpe. La caccia alla volpe abbia inizio, per il bene dell’umanità.
E quando fortunatamente doveste incontrarla, fatevi rallegrare l’animo dal suo eterno candore
La volpe Sophia è un progetto di Andrea Lucisano: filosofo, artista, regista, musicista, esperto in educazione non formale.
Andrea Lucisano nasce a Napoli nel 1976. Ha studiato Lettere e Arte all’università, filosofia e nuove tecnologie di comunicazione e si è diplomato in Cinema e ha due master in Management della Cultura. Compone testi e musiche, suona il pianoforte e le percussioni.
Le sue canzoni e le storie che scrive sono molto amate nelle scuole e utilizzate nei saggi scolastici e negli eventi pubblici.
Dopo esperienze musicali in band (Bungt&Bangt) ed esperienze televisive come attore (serie televisiva “Angelo il Custode” con Lino Banfi) si concentra sulla composizione musicale: nel 2002 la sua canzone “La Magia del vicolo” chiude il film “Ngopp”, regia di Pablo Dammicco, Eagle Pictures. Nel 2008 ha realizzato un’opera innovativa sulla filosofia e il rap in greco antico dal titolo “Socrate e La Nuvola Rosa”, presentato al Giffoni Film Festival. Nello stesso anno pubblica libro “Il Cantico dell’Uva”, De Angelis Editore con prefazione di Edoardo Bennato.
La sua canzone “AMA” è stata l’inno di pace che il Comune di Napoli ha portato allo Stadio San Paolo nel 2014 in un evento con diecimila bambini di tutte le scuole della provincia dal titolo “Napoli AMA – AMA il Napoli”.
Nel video della sua canzone “La Danza delle Farfalle” (2014) dedicata alle scuole d’infanzia e primarie compare un Generale vero dell’Esercito Italiano perché il progetto vuole sensibilizzare sui temi della pace e del bene comune. Nel 2014 ha realizzato la sigla musicale del Festival della Filosofia in Magna Grecia “Just Try” con un rap in greco antico. Nel 2015 compone “Made in Italy”, interpretato da Luca Zingaretti nel documentario sulla televisione “Gomorraland” diretto da Duccio Giordano.
Nel 2017 ha presentato uno spettacolo su Orfeo ed Euridice al Festival della Filosofia in Magna Grecia nel 2017 e nel 2018 uno su Parmenide, Eraclito e Nietzsche con l’utilizzo di musica elettronica, dal titolo “Cosmokaoticon”, scritto con Evelin Egner.
È fondatore e Presidente del “Prometheus Festival”, festival internazionale che ospita una serie di convegni scientifici e di eventi e che si occupa del rapporto tra etica, scienza e nuove tecnologie ed è dedicato a licei provenienti da varie nazioni europee. È presidente dell’Associazione Onlus La Danza delle Farfalle, italo-tedesca, in collaborazione con Evelin Egner, drammaturga e project manager, con cui svolge spettacoli nelle scuole di tutti i gradi. Ha tenuto conferenze e dialoghi filosofici con Aldo Masullo, Umberto Galimberti, Richard David Precht, nonché performance artistiche durante il Festival della Filosofia in Magna Greca, al Festival di Filosofia PhilCologne a Colonia in Germania e all’European Festival of Ancient Greece ad Atene.
Nel 2012 nasce “La volpe Sophia”, progetto musicale artistico e innovativo e cartone animato educativo, presentato al Giffoni Film Festival e promosso dal MIUR, da LIBERA e da numerose associazioni.
Il Festival “Musica contro le Mafie” apre alle scuole primarie grazie a La volpe Sophia. Per due volte di seguito La volpe Sophia è stata la protagonista di due spettacoli al Festival a cui hanno partecipato numerose scuole.
La sigla musicale de La volpe Sophia, scritta da Andrea Lucisano, è conosciuta da tantissimi bambini in Italia. Il personaggio animato è in onda sulla piattaforma nazionale TIMVISION grazie alla serie in live action e animazione “La volpe Sophia filosofa con Aldo Masullo”, su temi universali e il senso della vita e dello stare al mondo. A breve è prevista l’uscita del primo libro de La volpe Sophia.
È il fondatore e leader del collettivo musicale tutt’ora in attività WOL – Warriors Of Love, costituito da diversi musicisti e cantanti di diverse nazionalità con cui ha pubblicato nel 2021 il singolo “BASTA” presente nella compilation “Napoli United”.
A inizio marzo 2022 esce “IL CARRO AMATO”, che ha riscosso molto successo nelle scuole e ha permesso a tantissimi bambini in tutta Italia di produrre lavori originali sulla pace. È autore di diversi progetti sociali ed educativi per le scuole del territorio nazionale.
La sua canzone “La Speranza”, disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 24 marzo 2022, è la sigla musicale del Prometheus Festival.
Instagram | Facebook | YouTube | Spotify | TIMIVISION | TikTok
INTERVISTA PER ANDREA LUCISANO BESTENTERTAINMENT
Ciao Andrea, raccontaci un po’ di te. Quando hai iniziato la tua professione di artista e com’è nato il progetto La volpe Sophia?
Sono un musicista da sempre. Sento di avere accesso al Canto delle Muse, da cui traggo ispirazione per melodie, visioni musicali e panorami sonori che mi piace riprodurre e fare ascoltare agli altri. Attraverso il pianoforte trasformo queste armonie in realtà, trasportandole in modo da poterle condividere con gli altri. Ho sempre avuto un innato senso del ritmo, certamente fuori dal comune, e anche una grande immaginazione che mi porta a creare e realizzare cose nuove. Essere artista per me significa generare emozioni. Provo piacere ad emozionare, ma in modo armonico, perché l’armonia è una delle manifestazioni più belle della vita.
L'armonia, nel Creato, è ovunque: nell'universo, nelle forze opposte che si bilanciano, nei petali di un fiore, nei bagliori di una stella o nella perfezione di un fiocco di neve. La musica classica ce lo ricorda con le opere immortali di Mozart, Schubert e Chopin, ma anche la natura stessa è composta da proporzioni armoniche che la caratterizzano. Un artista, dunque, è qualcuno che riesce a percepire questa meraviglia e a renderla visibile anche a chi, nella fretta o nella distrazione quotidiana, non se ne accorge.
Per me, creare armonia significa anche contrastare - nel piccolo - un grande sistema che spesso promuove il contrario: disordine, volgarità, confusione. Viviamo in un mondo dominato dal denaro, dalla competizione e dal caos, dove la bruttezza e la disarmonia vengono promosse e sfruttate per dividere, manipolare e generare paura. Vengono per esempio utilizzati "falsi artisti" che diffondono immondizia sonora e messaggi vuoti, spesso spacciati per inclusivi ma in realtà divisivi, perché servono a fomentare il mercato e il controllo. E che proprio per questo hanno molto successo commerciale, perche’ sono sostenuti e spinti da un sistema che ha interesse economico nel promuovere la discordia.
Ecco perché il mio impegno come artista è costruire bellezza e portare valori positivi, soprattutto ai più piccoli. Spesso i bambini sono esposti a contenuti vuoti o demenziali, che non trasmettono altro che nervosismo, tensione e rabbia. Per questo, nel 2012, ho autoprodotto il primo cartone animato filosofico ed educativo mai realizzato in Italia: La volpe Sophia.
Il primo episodio, intitolato L’indovinello solare, racconta di Sophia, una piccola volpe ingenua e curiosa, che incontra un latitante nascosto in un bunker. Quest’uomo, pur gestendo attività illecite che gli fruttano migliaia di euro al giorno, conduce una vita infelice. Attraverso le sue domande filosofiche, Sophia lo aiuta a cambiare prospettiva, facendogli comprendere che la sua ricchezza materiale non basta: è, in fondo, un miserabile. Come molti dei ricchi che vediamo in televisione o sui giornali, possiedono milioni ma mancano di autentica felicità, che altro non e’ che il piacere di produrre e di condividere la gioia. Dopo questo, negli anni, ho prodotto altri episodi, per un totale di 11, e poi moltissimi aforismi filosofici che sono sul canale youtube della volpe Sophia, e le canzoni.
Parlaci del tuo nuovo singolo, “L’abbraccio”. Com’è nata l’idea?
Ho sempre trovato qualcosa di straordinario nel gesto di abbracciarsi. Le braccia sono fatte proprio per questo, no? È un gesto naturale, un incastro perfetto che crea un legame avvolgente, una sensazione di protezione. Un abbraccio riscalda il cuore, fa sorridere, solleva lo spirito e scioglie le tensioni. Diciamoci la verità: se fa così bene, forse è anche un atto di intelligenza farlo. Se non ci arrivi col cuore, puoi arrivarci con la mente. Abbracciarsi fa bene, e credo che tutti dovrebbero farlo, e più spesso.
Quando due persone si abbracciano, dopo un momento, non sono solo i corpi ad abbracciarsi. Questo è il senso profondo che ho voluto trasmettere con la mia musica. Tra le tante melodie che mi visitano ogni tanto, ce n'era una che continuava a girarmi in testa. Come tutte le melodie che mi girano in testa, sembrava desiderasse essere portata al piano per essere condivisa con gli altri. È una melodia perfetta, che tornava a trovarmi spesso. Ho capito subito che aveva il colore, il calore e l’energia pulsante di un abbraccio. Così ho deciso di arricchirla con uno stile caraibico, vivace ed energico, qualcosa di contagioso. Ho scelto di usare la salsa per l’arrangiamento e il risultato è una musica ritmata, allegra, che piace tanto ai bambini, ma anche ai loro genitori, alle nonne, agli zii, alle maestre, ai dirigenti… tutti si abbracciano appassionatamente in questa festosa celebrazione del gesto più antico e universale che esista: l’abbraccio.
Come riesci a portare messaggi educativi nella tua musica?
Io credo che lo scopo autentico della vita di una persona sia contribuire, in qualche modo, al miglioramento del pianeta o almeno della comunità di cui fa parte. Questo, per me, significa vivere una vita degna.
Nel mio percorso filosofico ho raggiunto alcune illuminazioni, capaci di rischiarare il buio di un’esistenza vissuta inconsapevolmente. Sento il bisogno - e anche l'urgenza - di condividere con gli altri, e soprattutto con i più' piccoli delle verità' che la musica, con le sue note, riesce ad alare.
La musica per questo è potente.
Il suono e il senso sono infatti come due ali di un essere vivente che può volare lontano, portando speranza e messaggi positivi a migliaia di persone, attraversando i cieli delle generazioni. È per questo che mi piace scrivere testi che abbiano un valore educativo, sostenuti dalla forza della musica.
Tra l’altro, in alcune composizione musicali che ho prodotto ,e che le scuole utilizzano per saggi o per manifestazioni nelle piazze, come per esempio il brano dal titolo “Il Carro Amato” oppure “La Speranza” ho accordato gli strumenti musicali in modo differente, spostando la frequenza di intonazione del LA su una frequesza piu’ naturale che rende le musiche piu’ serene e rassicuranti. Se volete, andate ad approfondire la tematica del LA a 432HZ.
Quale genere di musica ami e ascolti?
Mi piace la musica soul, la musica classica, ma mi affascina anche l’ambiente sonoro che si trova in un bosco: sono attratto dai suoni piacevoli e dalle architetture sonore Mi piace la musica tribale, e suono personalmente le percussioni, uno strumento che come il pianoforte mi permette di viaggiare pur restando fermo. La musica è magia, e il musicista è un po’ un mago, capace di trasformare la realtà attraverso melodie belle e armoniose, che fanno sognare a occhi aperti.
Mi piace poi la potenza e la grinta del rock, l’eleganza raffinata del jazz e l’energia intrisa di sofferenza del blues. Amo tutta la musica, ad eccezione di quella che le masse sono costrette a subire dalle radio o dalle televisioni del sistema. Queste, purtroppo, spesso non propongono musica armoniosa, ma spesso un inquinamento sonoro usato per diffondere slogan e propaganda al servizio degli interessi delle classi dominanti. Ma la musica e' tutt'altra cosa.
Che rapporto hai con i social?
Non li uso come potrei, o forse come un artista dovrebbe. Non mi piace l’autocelebrazione, non faccio dirette e non amo mettermi davanti a una telecamera solo per il gusto di farmi guardare. I selfie, poi, li trovo un insulto alla propria intelligenza... Ad ogni modo, non sopporto il narcisismo e l’egocentrismo, e non mi piace stare al centro dell’attenzione. Per questo non utilizzo i social per promuovere la mia immagine o la mia estetica.
Sono consapevole che, in un sistema materialista come il nostro, dove tutto si riduce a immagine e apparenza, e dove ogni persona è spesso vista solo come un corpo da mostrare e vestire con marchi e firme, sottrarsi alla "dittatura dell’immagine" non sia forse la scelta migliore per un artista che vuole promuovere il proprio lavoro. Ma non so fare altrimenti.
Preferisco organizzare belle feste con amici, persone che sanno e vogliono celebrare l’amicizia e il piacere di stare insieme. Credo sia molto più autentico: condividere il tempo concretamente, con presenza e affetto, è per me il modo migliore per celebrare la vita.
Hai degli hobby?
Mi piace immergermi nel mare in apnea, scendendo nelle profondità trattenendo il respiro. È una pratica meditativa, che mi permette di assistere alla maestosità della vita marina, un’esperienza che trovo rigenerante. Amo anche fare lunghe passeggiate, quando posso, magari costeggiando il mare, che considero un principe vestito d’azzurro, nobile e regale. Il profumo del sale, poi, mi inebria.
Anche camminare nei boschi è una gioia per me. Gli odori delle piante aromatiche, come quello del timo selvatico, mi toccano profondamente il cuore. Il bosco è il mio ambiente naturale, un luogo in cui mi sento in pace. Mi piace giocare a scacchi, provando a prevedere le mosse in anticipo. Trovo appagante riuscire a visualizzare combinazioni di mosse nella mia mente senza toccare i pezzi. Mi piace suonare e scrivere canzoni, che non considero un lavoro, ma un meraviglioso hobby.
E, naturalmente, amo leggere. Passo dagli amati libri di filosofia, ai grandi romanzi capaci di affascinare il cuore.
Libro o film che consiglieresti?
Consiglierei Siddhartha di Hermann Hesse. È un romanzo che esplora la ricerca del senso della vita e l'armonia con il mondo, temi che sento molto vicini. La figura di Siddhartha, che attraversa un percorso di scoperta interiore, mi ricorda l'importanza di ascoltare la natura, il silenzio e le profondità dell'anima, come quando mi immergo nel mare o cammino nei boschi.
Per un film, direi Il pianista sull'oceano di Tornatore. È una storia che celebra il potere della musica e l’immaginazione, con un protagonista capace di creare bellezza e armonia in un mondo che troppo spesso preferisce il caos. Il suo legame con il mare e con il pianoforte sembra unire le mie passioni per la natura, la musica e la libertà.
Progetti futuri?
Voglio continuare a produrre opere che possano ispirare e donare gioia e speranza. Il mio obiettivo è rappresentare, attraverso ciò che creo, il mio viaggio interiore alla scoperta di bellezza e armonia. Vedremo cosa accadrà nel futuro, ma ho anche un’idea precisa. Vedremo se potrà essere svelata tra qualche anno.
Dove ti piacerebbe vivere?
Non saprei indicare un luogo preciso, ma certamente un posto dove la Natura venga celebrata e rispettata, e dove ci sia una connessione profonda con ciò che è autentico e originario. Mi immagino un luogo con boschi rigogliosi, magari affacciati su spiagge e sul mare, e abitato da una comunità sana. Un villaggio dove le persone vivano nel rispetto reciproco, nella cooperazione e nella pace.
Sogno una comunità che abbia compreso quanto sia importante aiutarsi e sostenersi a vicenda. Come per l’abbraccio, non è solo come segno di crescita sociale ed elevazione, ma anche dimostrazione di intelligenza.
Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?
Trasformerei il mondo nel luogo in cui mi piacerebbe vivere. Pianterei migliaia di alberi. Cancellerei la plastica e l’inquinamento. E anche l’ipocrisia, con cui ci parlano della riduzione delle emissioni mentre vengono prodotte ogni giorno milioni di tonnellate di plastiche che finiscono nei supermercati e poi nei mari. Distruggerei le armi, e la paura come strumento di potere sui popoli, e eliminerei l’avidità dal cuore di coloro che vogliono sempre comandare. Aiuterei le persone a comprendere che siamo immersi in una Natura straordinaria, e che il pianeta su cui abbiamo avuto la fortuna di nascere è magnifico, meritevole di essere protetto anziché umiliato e danneggiato. Creerei opere per celebrare la vita e promuovere la pace tra i popoli, guidando gli individui verso una vita più serena.
In realtà, credo che già stia facendo questo, anche senza una bacchetta magica. O forse, la mia bacchetta magica è proprio la penna con cui scrivo.