In occasione della 39esima Giornata Mondiale dell’Abbraccio,
LA VOLPE SOPHIA torna con “L’ABBRACCIO” e conquista grandi e piccini
Un gesto semplice per trasformare il mondo: LA VOLPE SOPHIA e ANDREA LUCISANO tornano con “L’ABBRACCIO”, un messaggio di amore e solidarietà che parte dall’Italia e si estende a Grecia e Tanzania
In occasione della 39ª Giornata Internazionale dell’Abbraccio, fondata nel 1989 e celebrata ogni 21 gennaio, La volpe Sophia, l'iconico personaggio educativo ideato dal filosofo, artista, musicista e regista Andrea Lucisano, presenta il suo nuovo singolo, "L’Abbraccio". In un’epoca di distanze e divisioni, questo brano invita a riscoprire il valore di un gesto che abbatte barriere, riscalda l’anima, distende le tensioni e rafforza i legami.
"L’Abbraccio", come ogni progetto de La volpe Sophia, si caratterizza per un testo immediato e accessibile, che parla simultaneamente a tutte le generazioni. La canzone sottolinea l’importanza di un atto tanto semplice quanto rivoluzionario, «un bene che si dà e che ti ritornerà»: abbracciarsi per creare connessioni rigeneranti.
Pensato per bambini e famiglie come momento di incontro e compartecipazione, restituendo rilevanza a una manifestazione d’affetto e accettazione che spesso viene dimenticata, questo singolo si inserisce in un percorso educativo che coinvolge le scuole e va oltre i confini nazionali. Attraverso flash mob e attività speciali, il 21 gennaio 2025 migliaia di alunni, insegnanti e genitori si uniranno simbolicamente sulle note del brano, estendendo il messaggio anche in paesi come Grecia e Tanzania. Un progetto formativo di portata globale che intreccia culture ed etnie, volto a connettere realtà diverse nel linguaggio universale della musica.
Andrea Lucisano, che è anche presidente dell’associazione La Danza delle Farfalle, arricchisce questa proposta con l’impegno costante verso la creazione di materiali didattici e artistici. L’associazione, tramite iniziative come "L’Abbraccio", mira a promuovere valori di bellezza, amore e condivisione, offrendo strumenti concreti per un’istruzione emotiva e culturale.
«Un abbraccio è una casa portatile: un rifugio che possiamo costruire attorno a noi in ogni momento - afferma Lucisano -. L’arte e la formazione devono camminare insieme per creare un mondo migliore e con "L’Abbraccio", io e volpe Sophia vogliamo ricordare a grandi e piccini che l’azione di stringersi può essere un dono prezioso, capace di trasformare relazioni e portare armonia.»
Un’educazione alla bellezza potenziata dall’uscita di tre libri dedicati alla volpe Sophia, alleati preziosi per bambini e famiglie atti a riscoprire i princìpi della meraviglia, della gioia e della semplicità. Disponibili a breve sul sito www.ladanzadellefarfalle.com, i volumi rappresentano un ulteriore tassello nella missione ispiratrice ed edificante del progetto.
Dal suo debutto, il personaggio della volpe Sophia ha conquistato il cuore di migliaia di persone. Protagonista di una serie televisiva educativa, la piccola volpe si è affermata come messaggera di valori senza tempo. Ogni iniziativa, come "L’Abbraccio", incarna un impegno verso un futuro più solidale e sereno.
La Giornata Mondiale dell’Abbraccio è anche un’opportunità per le scuole di partecipare attivamente. Gli insegnanti possono organizzare momenti collettivi in classe e inviare i video delle esibizioni all'indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.. Il video più creativo riceverà in premio uno dei nuovi libri della volpe Sophia. Un concorso che non solo premia l’inventiva e la fantasia, ma diffonde un messaggio di empatia e collaborazione.
Andrea Lucisano sottolinea la virtù della semplicità come antidoto alla complessità del mondo moderno:
«Credo fermamente che diffondere messaggi di affetto e fiducia possa rendere il mondo un posto migliore. "L’Abbraccio" è il mio modo di contribuire a questa visione, con un gesto che tutti possono fare, ogni giorno. Viviamo in un tempo dove spesso dimentichiamo l’essenza delle cose. Riscoprire la forza immediata di un abbraccio è rivoluzionario, perché ci riconnette con ciò che conta davvero.»
In un tempo dove tutto appare sempre più frammentato, riscoprire la forza istantanea di un abbraccio è davvero un atto rivoluzionario. È nella sua immediatezza che risiede il potere di trasformare la quotidianità, rendendo ogni giorno un momento speciale e ispirando fiducia nel futuro.
"L’Abbraccio" è disponibile su tutte le piattaforme digitali e accompagnato dal videoclip ufficiale, visibile su YouTube.
Biografia
La volpe Sophia è un progetto artistico ed educativo ideato dal filosofo, artista, musicista e regista Andrea Lucisano. Si tratta del primo cartone animato filosofico prodotto in Italia, trasmesso su TIMVISION dal 2020. La volpe Sophia mira a sensibilizzare grandi e piccini al rispetto di sé stessi, degli altri e dell'ambiente, affrontando temi come l'ecologia, l'empatia e l'intelligenza emotiva. Ogni iniziativa firmata La volpe Sophia, dai brani musicali ai laboratori artistici, porta con sé un invito a rallentare, a osservare e a connettersi con il mondo che ci circonda. Tra i successi del progetto spiccano brani come “La Speranza” e “L’Abbraccio”, quest’ultimo diventato un vero e proprio inno della Giornata Mondiale dell’Abbraccio. “L’Abbraccio” ha raggiunto in poco tempo comunità in Grecia e Tanzania, estendendo ben oltre i confini nazionali il valore di un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario, molto spesso dato per scontato. Le canzoni de La volpe Sophia sono una carezza in musica, capace di accendere riflessioni profonde con la leggerezza di una melodia che resta nel cuore. La Volpe Sophia è anche protagonista di spettacoli per scuole, teatri e piazze, dove l’arte e la filosofia si intrecciano per creare momenti di condivisione e crescita. Andrea Lucisano è presidente dell’associazione La Danza delle Farfalle, che, attraverso un costante impegno verso la creazione di materiali didattici e artistici, mira a promuovere valori di bellezza, amore e condivisione, offrendo strumenti concreti per un’educazione emotiva e culturale. Con un messaggio che abbraccia generazioni e culture, La Volpe Sophia continua a crescere come un faro di bellezza, comunione e inclusione, trasformando piccoli gesti in grandi rivoluzioni quotidiane.
INTERVISTA PER ANDREA LUCISANO BESTENTERTAINMENT
Ciao Andrea, raccontaci un po’ di te. Quando hai iniziato la tua professione di artista e com’è nato il progetto La volpe Sophia?
Sono un musicista da sempre. Sento di avere accesso al Canto delle Muse, da cui traggo ispirazione per melodie, visioni musicali e panorami sonori che mi piace riprodurre e fare ascoltare agli altri. Attraverso il pianoforte trasformo queste armonie in realtà, trasportandole in modo da poterle condividere con gli altri. Ho sempre avuto un innato senso del ritmo, certamente fuori dal comune, e anche una grande immaginazione che mi porta a creare e realizzare cose nuove. Essere artista per me significa generare emozioni. Provo piacere ad emozionare, ma in modo armonico, perché l’armonia è una delle manifestazioni più belle della vita.
L'armonia, nel Creato, è ovunque: nell'universo, nelle forze opposte che si bilanciano, nei petali di un fiore, nei bagliori di una stella o nella perfezione di un fiocco di neve. La musica classica ce lo ricorda con le opere immortali di Mozart, Schubert e Chopin, ma anche la natura stessa è composta da proporzioni armoniche che la caratterizzano. Un artista, dunque, è qualcuno che riesce a percepire questa meraviglia e a renderla visibile anche a chi, nella fretta o nella distrazione quotidiana, non se ne accorge.
Per me, creare armonia significa anche contrastare - nel piccolo - un grande sistema che spesso promuove il contrario: disordine, volgarità, confusione. Viviamo in un mondo dominato dal denaro, dalla competizione e dal caos, dove la bruttezza e la disarmonia vengono promosse e sfruttate per dividere, manipolare e generare paura. Vengono per esempio utilizzati "falsi artisti" che diffondono immondizia sonora e messaggi vuoti, spesso spacciati per inclusivi ma in realtà divisivi, perché servono a fomentare il mercato e il controllo. E che proprio per questo hanno molto successo commerciale, perche’ sono sostenuti e spinti da un sistema che ha interesse economico nel promuovere la discordia.
Ecco perché il mio impegno come artista è costruire bellezza e portare valori positivi, soprattutto ai più piccoli. Spesso i bambini sono esposti a contenuti vuoti o demenziali, che non trasmettono altro che nervosismo, tensione e rabbia. Per questo, nel 2012, ho autoprodotto il primo cartone animato filosofico ed educativo mai realizzato in Italia: La volpe Sophia.
Il primo episodio, intitolato L’indovinello solare, racconta di Sophia, una piccola volpe ingenua e curiosa, che incontra un latitante nascosto in un bunker. Quest’uomo, pur gestendo attività illecite che gli fruttano migliaia di euro al giorno, conduce una vita infelice. Attraverso le sue domande filosofiche, Sophia lo aiuta a cambiare prospettiva, facendogli comprendere che la sua ricchezza materiale non basta: è, in fondo, un miserabile. Come molti dei ricchi che vediamo in televisione o sui giornali, possiedono milioni ma mancano di autentica felicità, che altro non e’ che il piacere di produrre e di condividere la gioia. Dopo questo, negli anni, ho prodotto altri episodi, per un totale di 11, e poi moltissimi aforismi filosofici che sono sul canale youtube della volpe Sophia, e le canzoni.
Parlaci del tuo nuovo singolo, “L’abbraccio”. Com’è nata l’idea?
Ho sempre trovato qualcosa di straordinario nel gesto di abbracciarsi. Le braccia sono fatte proprio per questo, no? È un gesto naturale, un incastro perfetto che crea un legame avvolgente, una sensazione di protezione. Un abbraccio riscalda il cuore, fa sorridere, solleva lo spirito e scioglie le tensioni. Diciamoci la verità: se fa così bene, forse è anche un atto di intelligenza farlo. Se non ci arrivi col cuore, puoi arrivarci con la mente. Abbracciarsi fa bene, e credo che tutti dovrebbero farlo, e più spesso.
Quando due persone si abbracciano, dopo un momento, non sono solo i corpi ad abbracciarsi. Questo è il senso profondo che ho voluto trasmettere con la mia musica. Tra le tante melodie che mi visitano ogni tanto, ce n'era una che continuava a girarmi in testa. Come tutte le melodie che mi girano in testa, sembrava desiderasse essere portata al piano per essere condivisa con gli altri. È una melodia perfetta, che tornava a trovarmi spesso. Ho capito subito che aveva il colore, il calore e l’energia pulsante di un abbraccio. Così ho deciso di arricchirla con uno stile caraibico, vivace ed energico, qualcosa di contagioso. Ho scelto di usare la salsa per l’arrangiamento e il risultato è una musica ritmata, allegra, che piace tanto ai bambini, ma anche ai loro genitori, alle nonne, agli zii, alle maestre, ai dirigenti… tutti si abbracciano appassionatamente in questa festosa celebrazione del gesto più antico e universale che esista: l’abbraccio.
Come riesci a portare messaggi educativi nella tua musica?
Io credo che lo scopo autentico della vita di una persona sia contribuire, in qualche modo, al miglioramento del pianeta o almeno della comunità di cui fa parte. Questo, per me, significa vivere una vita degna.
Nel mio percorso filosofico ho raggiunto alcune illuminazioni, capaci di rischiarare il buio di un’esistenza vissuta inconsapevolmente. Sento il bisogno - e anche l'urgenza - di condividere con gli altri, e soprattutto con i più' piccoli delle verità' che la musica, con le sue note, riesce ad alare.
La musica per questo è potente.
Il suono e il senso sono infatti come due ali di un essere vivente che può volare lontano, portando speranza e messaggi positivi a migliaia di persone, attraversando i cieli delle generazioni. È per questo che mi piace scrivere testi che abbiano un valore educativo, sostenuti dalla forza della musica.
Tra l’altro, in alcune composizione musicali che ho prodotto ,e che le scuole utilizzano per saggi o per manifestazioni nelle piazze, come per esempio il brano dal titolo “Il Carro Amato” oppure “La Speranza” ho accordato gli strumenti musicali in modo differente, spostando la frequenza di intonazione del LA su una frequesza piu’ naturale che rende le musiche piu’ serene e rassicuranti. Se volete, andate ad approfondire la tematica del LA a 432HZ.
Quale genere di musica ami e ascolti?
Mi piace la musica soul, la musica classica, ma mi affascina anche l’ambiente sonoro che si trova in un bosco: sono attratto dai suoni piacevoli e dalle architetture sonore Mi piace la musica tribale, e suono personalmente le percussioni, uno strumento che come il pianoforte mi permette di viaggiare pur restando fermo. La musica è magia, e il musicista è un po’ un mago, capace di trasformare la realtà attraverso melodie belle e armoniose, che fanno sognare a occhi aperti.
Mi piace poi la potenza e la grinta del rock, l’eleganza raffinata del jazz e l’energia intrisa di sofferenza del blues. Amo tutta la musica, ad eccezione di quella che le masse sono costrette a subire dalle radio o dalle televisioni del sistema. Queste, purtroppo, spesso non propongono musica armoniosa, ma spesso un inquinamento sonoro usato per diffondere slogan e propaganda al servizio degli interessi delle classi dominanti. Ma la musica e' tutt'altra cosa.
Che rapporto hai con i social?
Non li uso come potrei, o forse come un artista dovrebbe. Non mi piace l’autocelebrazione, non faccio dirette e non amo mettermi davanti a una telecamera solo per il gusto di farmi guardare. I selfie, poi, li trovo un insulto alla propria intelligenza... Ad ogni modo, non sopporto il narcisismo e l’egocentrismo, e non mi piace stare al centro dell’attenzione. Per questo non utilizzo i social per promuovere la mia immagine o la mia estetica.
Sono consapevole che, in un sistema materialista come il nostro, dove tutto si riduce a immagine e apparenza, e dove ogni persona è spesso vista solo come un corpo da mostrare e vestire con marchi e firme, sottrarsi alla "dittatura dell’immagine" non sia forse la scelta migliore per un artista che vuole promuovere il proprio lavoro. Ma non so fare altrimenti.
Preferisco organizzare belle feste con amici, persone che sanno e vogliono celebrare l’amicizia e il piacere di stare insieme. Credo sia molto più autentico: condividere il tempo concretamente, con presenza e affetto, è per me il modo migliore per celebrare la vita.
Hai degli hobby?
Mi piace immergermi nel mare in apnea, scendendo nelle profondità trattenendo il respiro. È una pratica meditativa, che mi permette di assistere alla maestosità della vita marina, un’esperienza che trovo rigenerante. Amo anche fare lunghe passeggiate, quando posso, magari costeggiando il mare, che considero un principe vestito d’azzurro, nobile e regale. Il profumo del sale, poi, mi inebria.
Anche camminare nei boschi è una gioia per me. Gli odori delle piante aromatiche, come quello del timo selvatico, mi toccano profondamente il cuore. Il bosco è il mio ambiente naturale, un luogo in cui mi sento in pace. Mi piace giocare a scacchi, provando a prevedere le mosse in anticipo. Trovo appagante riuscire a visualizzare combinazioni di mosse nella mia mente senza toccare i pezzi. Mi piace suonare e scrivere canzoni, che non considero un lavoro, ma un meraviglioso hobby.
E, naturalmente, amo leggere. Passo dagli amati libri di filosofia, ai grandi romanzi capaci di affascinare il cuore.
Libro o film che consiglieresti?
Consiglierei Siddhartha di Hermann Hesse. È un romanzo che esplora la ricerca del senso della vita e l'armonia con il mondo, temi che sento molto vicini. La figura di Siddhartha, che attraversa un percorso di scoperta interiore, mi ricorda l'importanza di ascoltare la natura, il silenzio e le profondità dell'anima, come quando mi immergo nel mare o cammino nei boschi.
Per un film, direi Il pianista sull'oceano di Tornatore. È una storia che celebra il potere della musica e l’immaginazione, con un protagonista capace di creare bellezza e armonia in un mondo che troppo spesso preferisce il caos. Il suo legame con il mare e con il pianoforte sembra unire le mie passioni per la natura, la musica e la libertà.
Progetti futuri?
Voglio continuare a produrre opere che possano ispirare e donare gioia e speranza. Il mio obiettivo è rappresentare, attraverso ciò che creo, il mio viaggio interiore alla scoperta di bellezza e armonia. Vedremo cosa accadrà nel futuro, ma ho anche un’idea precisa. Vedremo se potrà essere svelata tra qualche anno.
Dove ti piacerebbe vivere?
Non saprei indicare un luogo preciso, ma certamente un posto dove la Natura venga celebrata e rispettata, e dove ci sia una connessione profonda con ciò che è autentico e originario. Mi immagino un luogo con boschi rigogliosi, magari affacciati su spiagge e sul mare, e abitato da una comunità sana. Un villaggio dove le persone vivano nel rispetto reciproco, nella cooperazione e nella pace.
Sogno una comunità che abbia compreso quanto sia importante aiutarsi e sostenersi a vicenda. Come per l’abbraccio, non è solo come segno di crescita sociale ed elevazione, ma anche dimostrazione di intelligenza.
Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?
Trasformerei il mondo nel luogo in cui mi piacerebbe vivere. Pianterei migliaia di alberi. Cancellerei la plastica e l’inquinamento. E anche l’ipocrisia, con cui ci parlano della riduzione delle emissioni mentre vengono prodotte ogni giorno milioni di tonnellate di plastiche che finiscono nei supermercati e poi nei mari. Distruggerei le armi, e la paura come strumento di potere sui popoli, e eliminerei l’avidità dal cuore di coloro che vogliono sempre comandare. Aiuterei le persone a comprendere che siamo immersi in una Natura straordinaria, e che il pianeta su cui abbiamo avuto la fortuna di nascere è magnifico, meritevole di essere protetto anziché umiliato e danneggiato. Creerei opere per celebrare la vita e promuovere la pace tra i popoli, guidando gli individui verso una vita più serena.
In realtà, credo che già stia facendo questo, anche senza una bacchetta magica. O forse, la mia bacchetta magica è proprio la penna con cui scrivo.