La Danza delle Farfalle   2016

 

 

TOGLIETE LE PILE AI GIOCATTOLI

Il vero grande compito di ogni genitore e di ogni educatore, a casa come a scuola nei confronti dei bambini, è l’educazione alla felicità.

Che cos’è la felicità e come si raggiunge? E’ fatta di plastica la felicità? Cresce con il possesso materiale? Queste sono domande a cui gli adulti, se non trascorrono del tempo in una sana riflessione, non sanno rispondere. Come potrebbero dunque aiutare il bambino e sostenerlo nel sentiero splendente della felice serenità?

La felicità è profondamente connessa alla libertà personale, che si raggiunge rimanendo in equilibrio tra il piacere ed il dolore, come un funambolo che passeggia sul filo sospeso a mezz’aria, in una notte stellata.

Ma la cosa più importante per sostenere un bambino è aiutarlo a costruirsi una mappa cognitiva nella sua consapevolezza, che lo aiuti ad orientarsi sempre,  anche quando è da solo. La parola “orientarsi” viene dal punto cardinale in cui il sole della propria esistenza sorge, dove si coincide con se stessi. Perché si possa creare una profonda amicizia con il sé interiore, il bambino non deve avere ostacoli, barriere, frontiere che possano escluderlo dal proprio dialogo interiore.

Uno dei nemici di un sano ed equilibrato rapporto con la propria interiorità deriva da tutti quei piccoli avvenimenti quotidiani che il bambino non comprende e di cui, molto spesso, non capisce la natura. Ogni cosa che accade in tal senso, diventa per il bambino il seme di un trauma in cui si annida una paura che lo accompagnerà per tutta la vita, mortificando e opprimendo la sua crescita personale.

Per evitare questo, i bambini cercano la spiegazione di ogni cosa, aprono i giocattoli per capirne tutti i nascosti meccanismi, cercano l’odore da cui nasce la vita in ogni forma vivente che incontrano. Conoscere il funzionamento di ciò che si utilizza è necessario per mantenere alto lo stato vitale e sentirsi al sicuro dentro se stessi. Gli sciamani utilizzavano solo ciò che riuscivano a costruire da soli, i grandi dominatori assoggettavano una popolazione separandola dalle proprie tradizioni e radici: in questo caso le radici contattano il bimbo con se stesso e frapporre qualcosa di estraneo a questo profondo dialogo significa depotenziare l’intelletto del bambino. Intelligenza è parola latina che significa leggere attraverso, ed è proprio ciò che ogni bimbo fa per esercizio di crescita.

Ecco allora il modo per impedire la felicità dei bambini, che il sistema capitalistico continuamente infligge, per trasformare i piccoli esploratori dell’esistenza, quali sono i bimbi, in futuri schiavi del sistema consumistico: inserire nei loro giocattoli dell’infanzia qualcosa che blocchi la conoscenza, che limiti la loro fantasia e che impedisca di comprendere i motivi ed il significato dei piccoli suoni o dei movimenti che i giocattoli con le pile producono.

Aiutate i bambini a ritrovare la strada di casa anche quando saranno da soli. Come Hänsel e Gretel sapevano tornare al proprio cuore con l’aiuto di loro stessi, così cercate di fare con i vostri bambini: togliete le pile ai giocattoli. 

Andrea Lucisano




L’amicizia in famiglia

Le tre lettere “ami” presenti nella parola “famiglia”

sono le stesse che compongono la parola “amicizia”.

Ci serva questo pensiero come stella polare per tenere il timone nelle tempeste della vita, anche quelle più furiose.

Che cos’è l’amicizia? E soprattutto, cosa c’entra in famiglia?

L’amicizia è il sostegno  allo “star bene” dell’altro, è il nutrimento per la sua indipendenza ed autosufficienza interiore. Sentimento nobile, l’amicizia in famiglia è l’arte della costruzione di quelle ali che permettono il volo limpido per la conquista delle vette più alte.

Nel mito di Dedalo ci viene insegnato che Icaro, pur avendo le ali, non si cura dei consigli del padre amico ed in uno slancio di vanità e protagonismo si avvicina troppo al sole che col suo calore scioglie la cera che reggeva le ali, e precipita schiantandosi al suolo.

Dunque il volo della propria indipendenza non è così libero come si crede ma deve essere progettato, pena la distruzione dell’individuo.

L’”amicizia in famiglia” è la guida scintillante ed costituita dalla stessa natura della stella polare da seguire durante il volo: limpida, lucente, splendete.

Il viaggio sarà fisso verso quella stella che è il bene personale, gioia felicitante che si raggiunge mantenendo un animo puro e che non deve incontrare la vanità e la prepotenza, condizioni che invece condannano all’infelicità. Ciò che il genitore non deve fare infatti, se non vuole distruggere l’amicizia, sarà esercitare il potere che produce dipendenza e che tutto distrugge, compreso chi lo adopera, rendendo sterile e vano qualsiasi rapporto. Togliete le erbacce nei vostri prati interiori e coltivate l’amicizia in famiglia.


Andrea Lucisano


 

Rainer Maria Rilke

 

 

 

Hesse Glücklichsein

 

Christian Bobin

 

 

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